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| Il Ministro Alfano |
Mentre si tratta ancora sul
testo e si verificano le possibilita' di approvare un nuovo
lodo Alfano che questa volta preveda un riforma
costituzionale per non incorrere nella bocciatura della
Consulta, da domani inizia nella Commissione giustizia del
Senato la discussione sulla riforma del processo breve.
L'annuncio lo da' Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl a
Palazzo Madama: ''Martedi' pomeriggio avra' inizio la
discussione sul ddl sulla ragionevole durata del processo:
il relatore del provvedimento e' il senatore Giuseppe
Valentino''.
Rispetto al testo originario del ddl depositato da Pdl e
Lega al Senato, dovrebbe scomparire il reato di immigrazione
clandestina tra quelli che non beneficeranno della riforma
(la richiesta era stata avanzata dal Carroccio). Ma gia' si
discute sui tempi di approvazione. Proprio Gasparri pensa
che il provvedimento potrebbe essere votato dal Senato prima
della pausa natalizia per poi passare alla Camera a gennaio.
La maggioranza non esclude poi di chiedere un voto di
fiducia sulla riforma, se si dovesse riscontrare
l'ostruzionismo dell'opposizione.
Un invito alla maggioranza a ripensarci viene da Pier
Ferdinando Casini, leader dell'Udc, che ripropone la via del
lodo con riforma costituzionale: ''Propongo di impedire lo
sfascio della giustizia italiana e dico alla maggioranza:
fermatevi sul processo breve perche' sfasciate la giustizia
in Italia''. E aggiunge: ''Io sono d'accordo con
l'Associazione magistrati. Questo provvedimento e'
inemendabile''.
Gasparri non esclude la mano tesa: ''Casini ha avanzato
questa proposta sul legittimo impedimento, se sara'
presentata formalmente la valuteremo. Apprezzo, comunque, il
fatto che anche Casini, nella sostanza, riconosca che nei
confronti del presidente Berlusconi c'e' una evidente
persecuzione giudiziaria''.
Italo Bocchino, vice capogruppo del Pdl alla Camera, precisa
le condizioni di un possibile accordo: ''La proposta di
Casini di normare il legittimo impedimento e' interessante,
ma va considerata in aggiunta ai provvedimenti gia' proposti
dalla maggioranza, compreso il processo breve''. Secondo
alcune indiscrezioni, il ministro della Giustizia Angelino
Alfano potrebbe intanto presentare gia' giovedi' prossimo
una nuova versione del lodo che permetterebbe di non
processare le alte cariche dello Stato.
Sul processo breve, partecipando alla trasmissione di Raitre
''In mezz'ora'', e' intervenuto Armando Spataro, procuratore
aggiunto di Milano che ha polemizzato con il ministro
Alfano: ''Il disegno di legge sul processo breve viene
presentato come un provvedimento a tutela del cittadino
contro la durata dei processi. Il ministro viene in
Parlamento dicendo che solo l'1% dei processi sara' soggetto
a questo abbattimento.
Vuol dire che il 99% dei cittadini non si lamenta? Nell'1%
forse c'e' qualcuno che ha interesse a bloccare il processo''.
L'opposizione si prepara nel frattempo a dare battaglia al
Senato. Pierluigi Bersani, segretario del Pd conferma il no
del suo partito: ''La maggioranza ritiri il ddl. Il
confronto sulla giustizia non puo' partire dai problemi
personali di Berlusconi''. Antonio Di Pietro, leader dell'Idv,
boccia anche l'ipotesi di mediazione di Casini e annuncia la
raccolta di firme per un eventuale referendum contro la
legge sul processo breve.
All'interno della maggioranza si polemizza intanto sulle
scelte del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. E'
Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, a
farlo criticando l'eccessiva linea del rigore scelta da
Tremonti: ''Siamo in un'altra fase: quella della ripresa,
del rilancio.
Bisogna guidare questa seconda fase. Da piu' parti nel
governo, a partire dal presidente del Consiglio, si e'
evidenziata questa esigenza di cominciare a fare respirare
l'economia. Abbiamo pero' visto la continuita' dei no e non
puo' essere: si rischia di far morire sul nascere la
ripresa''.
Tocca Paolo Bonaiuti, portavoce del premier e
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, difendere
l'operato di Tremonti e smentire le critiche che sarebbero
state avanzate da Berlusconi: ''La linea di politica
economica fondata sul criterio della disciplina di bilancio
e seguita dal ministro dell'Economia e' ispirata dal
presidente del Consiglio e condivisa dall'intero governo''.
