Il consiglio  dei ministri ha approvato un decreto legislativo che aggiorna la normativa sul Codice dell’amministrazione digitale

"C.A.D."

 

 

Roma 22 dicembre 2010

 

Previa relazione del Ministro Brunetta, il Consiglio ha approvato un decreto legislativo che aggiorna la normativa sul Codice dell’amministrazione digitale (CAD). L’intervento normativo e’ volto ad adeguare gli strumenti che le amministrazioni pubbliche possono utilizzare nei rapporti con cittadini ed imprese mediante il ricorso alle tecnologie della comunicazione dell’informazione, nell’ottica (sotto il profilo economico) di conseguire un recupero di produttività.

In particolare vengono richiamati i principi relativi alla valutazione della performance organizzativa e individuale nelle Amministrazioni pubbliche, nonche’ quelli relativi alla responsabilita’ dirigenziale secondo le modalita’ indicate nel decreto legislativo n. 165 del 2001 come modificato dall’analogo decreto 27 ottobre 2009, n. 150.

Il testo risulta coordinato con le disposizioni del decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 177 (riforma del CNIPA che assunto la denominazione di DigitPA) e con il D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa). Sul provvedimento sono stati acquisiti i pareri del Garante per la protezione dei dati personali, della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari.

Il Consiglio ha poi avviato l’esame di un disegno di legge (predisposto dal Ministro Brunetta) che rivede le strategie politiche per Venezia e la sua Laguna dopo oltre 25 anni dall’ultima legge speciale (n. 798 del 1984).

Il Ministro Brunetta ha poi illustrato al Consiglio dei Ministri il “Rapporto e-Gov Italia 2010″ sulla digitalizzazione dei servizi pubblici. Il rapporto nasce dal confronto tra Stati membri in sede di Commissione europea ed individua l’Italia come uno dei Paesi leader nella digitalizzazione del settore pubblico.

Inoltre il ministro per l’Innovazione nella Pubblica amministrazione ha annunciato sempre oggi che il prossimo censimento sara’ al 95% on line.

Renato Brunetta l’ha comunicato con un certo orgoglio, la riforma dell’amministrazione digitale, parte del DDL Milleproroghe, è stata approvata e con lei è giunta anche l’eliminazione del decreto Pisanu, quello che impediva ai cittadini italiani di poter usufruire del WiFi nei luoghi pubblici con le stesse regolamentazioni presenti negli altri paese dell’Unione Europea e del mondo.

Una duplice vittoria che mostra un paese che guarda alle nuove tecnologie, a volte con lentezza e con paurosi scivoloni come nel caso della legge Pisanu.

Brunetta ha voluto una riforma della pubblica amministrazione da attuare in tempi brevi, tutte le PA avranno un anno e mezzo a loro disposizione per procedere alla implementazione di tutte le richieste del DDL e vi saranno ovviamente sanzioni e premi per quelle che decideranno di rimanere indietro o di eccellere in questo contesto. Difficile capire ora cosa si possa risparmiare con questa riforma, ma basti pensare che nell’ottica del Ministro tutta la carta che oggi sovrasta gli uffici italiani dovrebbe sparire e lasciare spazio invece ad una completa digitalizzazione degli archivi e a una loro disposizione in rete, probabilmente con un notevole sforzo anche da parte del comparto tecnico del Ministero, impegnato in una operazione che molti altri stati hanno affrontato diversi anni fa.

Il settore Pubblico è da sempre quello accusato di avere la peggiore gestione della documentazione dei cittadini, la digitalizzazione consente pertanto di ridurre i costi fissi, come la carta da utilizzare, ma anche di automatizzare molte operazioni per la gestione di imprese e cittadini, ed è qui che si sentirà il maggior apporto di una strategia tutta volta al digitale e al controllo centralizzato dei dati. La digitalizzazione della PA è un primo passo verso l’eGovernment voluto dal Governo e previsto per il completamento nel 2012.

Sul decreto Pisanu, il "nemico" del WiFi, vi è poco da dire: la stessa Meloni ha definito la sua abolizione un grandissimo passo avanti per il nostro paese. Gli esercizi pubblici non dovranno più sottostare a regole stringenti per far accedere i propri clienti al web, oltre alla possibilità di avere così una nuova forma di business senza gli alti costi di gestione richiesti dalla legge Pisanu; il decreto era stato varato nel 2005 dopo gli attentati di Londra e Madrid, ma pochi inizialmente avevano compreso a pieno quanto fosse dannoso per lo sviluppo di Internet mobile nel nostro paese, qualcosa che nel resto del mondo è oggi un punto di partenza per fornire qualsiasi tipologia di servizio via WiFi, soprattutto ora che la diffusione di smartphone e tablet ha il suo massimo picco. Permane l’obbligo di segnalare l’apertura di una attività che abbia come principale scopo quello di fornire una connessione a Internet pubblica, ma decadono tutti gli altri articoli in merito alle modalità di acquisizione dei dati dei navigatori e alla loro conservazione. Si chiude paradossalmente anche una fetta di mercato che aveva oggi creato soluzioni ad hoc per questo genere di decreto, facendo si che i gestori di esercizi pubblici e Internet Point potessero adempire a tutte le norme con soluzioni software e hardware già pronte.

Quel che è certo è che il paese non sentirà la mancanza di una normativa che appariva già sbagliata all’epoca della sua approvazione e che oggi più che mai sembra un timido tentativo di censura più che una norma anti terrorismo. La diffusione del WiFi nelle principali città italiane è ancora un progetto di lunga durata, le principali capitali europee hanno da tempo abbracciato progetti di ampio respiro per la copertura di tutto il centro cittadino, e lo fanno anche con compagnie specializzate, non a caso Fon, una delle maggiori “WiFi Community” al mondo, ha stretto il suo maggiore numero di accordi con gli operatori di rete nel 2010. Un segno che i tempi possono cambiare, anche per noi Italiani.