Ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e l’efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5
marzo 2009 è stato pubblicato il testo della legge n. 15
recante delega al Governo per l'ottimizzazione della
produttività del lavoro pubblico e l'efficienza e la
trasparenza delle pubbliche amministrazioni.
Il provvedimento, noto anche come "disegno di legge
Brunetta", si compone di 15 articoli e contiene alcune
disposizioni che per entrare in vigore non necessitano di
altri passaggi. Per esempio, l'articolo 1 della legge
modifica l'articolo 2 del TU n. 165 e inverte del tutto il
rapporto fra legge e contratti collettivi attualmente in
vigore. Secondo la norma in vigore, infatti, le disposizioni
di legge che riguardano i rapporti di lavoro pubblici
possono essere modificate dai contratti collettivi ameno che
la legge non prevede il contrario. D'ora innanzi, avverrà
esattamente l'opposto: se la legge non lo prevede
espressamente, nessun Contratto potrà modificare un
disposizione normativa. Il terzo comma dell'art. 6 modifica
il comma 11 dell'articolo 72 della legge 133 secondo il
quale i dipendenti con 40 anni di anzianità contributiva
devono essere collocati obbligatoriamente a riposo.
Per la risoluzione del rapporto di lavoro le
Amministrazioni pubbliche dovranno fare riferimento alla
anzianità di servizio effettivo. Per il resto, la legge
prevede una serie di deleghe al Governo che dovrà emanare
appositi decreti legislativi entro 9 mesi dall'entrata in
vigore della legge, fissata al 20 marzo prossimo (15 giorni
dopo la pubblicazione sulla Gazzetta).
"Il Ministro “dell'efficienza” Brunetta, con alcuni mesi
di ritardo rispetto agli impegni presi ed agli annunci fatti
in preparazione della Legge Finanziaria, ha infine deciso di
avviare un'indagine conoscitiva sul fenomeno del precariato
nella Pubblica Amministrazione, cosa che avrebbe dovuto già
fare, in quanto rientrerebbe nei suoi doveri istituzionali.
Parlando di produttività degli apparati pubblici, sarebbe
opportuno che il Parlamento ed il paese conoscessero la
ragione di tale ritardo. Perché poi il Ministro non utilizzi
i dati forniti dalla Ragioneria Generale dello Stato, è
tutto da capire. Forse non li riconosce come attendibili, al
pari di quelli forniti dalla Cgil." Dichiara in una nota
Carlo Podda Segretario Generale FP CGIL Nazionale.
"Il Ministro continua a trattare la questione eludendo
ogni critica rivolta al suo Governo, e non confrontandosi
con lo stato reale della Pubblica Amministrazione, a
cominciare dalle condizioni di necessità in cui si verranno
a trovare tutti i precari mandati a casa, e quei cittadini
che in conseguenza di queste scelte scellerate subiranno la
cessazione di servizi essenziali. Se pensano di sottrarsi
così alle critiche per l'ondata di licenziamenti in arrivo,
unico Governo in Europa a licenziare in piena crisi, si
sbagliano di grosso. - prosegue Podda - Certo è che di qui
al 1 Luglio, la protesta contro lo stop alla stabilizzazione
dei precari, provvedimento inaccettabile ed ingiusto, è
destinata a crescere, ed il Governo, Brunetta e tutti i
ministri che hanno responsabilità sociali, prima se ne
renderanno conto, meglio sarà. - e conclude - Invece di
esaltare il nostro sistema di welfare ed il nostro mercato
del lavoro, operando una mistificazione inaccettabile,
dannosa, al limite dell'irresponsabilità, il Ministro
spieghi come siano conciliabili e sostenibili le sue scelte:
licenziare lavoratori perlopiù giovani, non permettere alle
donne di andare in pensione dopo che su questo si erano
costruite un intero percorso di vita e, contemporaneamente,
estendere i servizi ed il welfare per sostenere (rendere
socialmente accettabile) la riforma delle pensioni, proprio
mentre il venir meno del personale precario li
ridimensionerà."