Giovanni
Falcone e Paolo Borsellino erano coetanei: il primo è nato a Palermo nel 1939,
il secondo nel 1940 e divenuti magistrati siciliani hanno dedicato la
loro vita alla lotta contro la mafia. Di loro si racconta infatti che quando
erano ancora adolescenti giocavano a pallone nei quartieri popolari di Palermo e
che fra i loro compagni di gioco c'erano probabilmente anche alcuni ragazzi che
in futuro dovevano diventare uomini di "Cosa Nostra". E' difficile
parlare di Giovanni Falcone, senza immediatamente ricordare Paolo Borsellino.
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano uniti in vita,
legati da un “mestiere” che
per loro era missione: liberare
la società civile
dall'oppressione di una mala
pianta, "la mafia" che nasce,
vive e prospera nello stesso
umore nutritivo prodotto dalla
Sicilia. Giovanni Falcone e
Paolo Borsellino sono ora
inscindibili nella nostra
memoria. Come accade per quanti
diventano simbolo contro la loro
stessa volontà, eroi soltanto
per aver voluto esercitare il
diritto di affermare le proprie
idee, per aver rifiutato la via
facile dell'accomodamento e del
quieto vivere. Così uniti nella
vita terrena che anche nella
tragica fine così orribile, che
li ha fusi insieme. Oggi,
qualsiasi turista che si accinge
a visitare questa bella isola
Siciliana, sentirà i loro nomi
prima ancora di mettere piede
nell'Isola, come quando il
comandante dell'aereo, al
momento dell'atterraggio in
aeroporto informa che “tra pochi
minuti atterreremo all'aeroporto
Falcone e Borsellino”. Tutti i
Siciliani, i Siciliani onesti
amarono e ameranno sempre quei
due magistrati morti a 52 giorni
di distanza l'uno dall'altro.
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Giovanni Falcone - Paolo Borsellino - Le stragi