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Per non dimenticare .

 

 

Ricordando il 23 maggio 1992

 

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

 

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano coetanei: il primo è nato a Palermo nel 1939, il secondo nel 1940 e divenuti magistrati siciliani hanno dedicato la loro vita alla lotta contro la mafia. Di loro si racconta infatti che quando erano ancora adolescenti giocavano a pallone nei quartieri popolari di Palermo e che fra i loro compagni di gioco c'erano probabilmente anche alcuni ragazzi che in futuro dovevano diventare uomini di "Cosa Nostra". E' difficile parlare di Giovanni Falcone, senza immediatamente ricordare Paolo Borsellino. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano uniti in vita, legati da un “mestiere” che per loro era missione: liberare la società civile dall'oppressione di una mala pianta, "la mafia" che nasce, vive e prospera nello stesso umore nutritivo prodotto dalla Sicilia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono ora inscindibili nella nostra memoria. Come accade per quanti diventano simbolo contro la loro stessa volontà, eroi soltanto per aver voluto esercitare il diritto di affermare le proprie idee, per aver rifiutato la via facile dell'accomodamento e del quieto vivere. Così uniti nella vita terrena che anche nella tragica fine così orribile, che li ha fusi insieme. Oggi, qualsiasi turista che si accinge a visitare questa bella isola Siciliana, sentirà i loro nomi prima ancora di mettere piede nell'Isola, come quando il comandante dell'aereo, al momento dell'atterraggio in aeroporto informa che “tra pochi minuti atterreremo all'aeroporto Falcone e Borsellino”. Tutti i Siciliani, i Siciliani onesti amarono e ameranno sempre quei due magistrati morti a 52 giorni di distanza l'uno dall'altro.

 

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Giovanni Falcone   -   Paolo Borsellino    -   Le stragi