Palermo, dopo 21 anni,
ripartono con 5 nuovi indagati,
le indagini sul fallito
attentato dell'Addaura contro
Falcone.Sono legati al clan
Madonia.La Procura di
Caltanissetta ha ordinato il
prelievo delle tracce di Dna
dalla attrezzature dei sub che
il 19 giugno 1989 piazzarono una
borsa con 20 chili di esplosivo
sulla scogliera nella quale si
affacciava la villa di Falcone
sul lungomare dell'Addaura. Il
Dna prelevato dalla muta, dalle
pinne e dagli occhiali
abbandonate sulla scogliera
sara' confrontato con quello di
Emanuele Piazza e Antonino
Agostino, due collaboratori dei
servizi segreti uccisi a ridosso
del fallito attentato: Agostino
fu assassinato con la moglie,
Ida Castellucci, il 5 agosto
1989; Piazza scomparve il 16
marzo 1990. Negli ultimi giorni
sono emersi elementi in base ai
quali si e' ipotizzato che
Piazza e Agostino fossero stati
chiamati per disinnescare
l'ordigno piazzato con il
coinvolgimento di pezzi dei
servizi segreti. Attorno
all'attentato, in sostanza, si
sarebbero confrontate due
componenti dei servizi di
sicurezza: una parte avrebbe
difeso Falcone, l'altra avrebbe
cospirato contro il magistrato
ucciso poi nella strage di
Capaci del 23 maggio 1992. Gli
indagati sono 5, tutti
appartenenti al clan mafioso
Madonia. Oltre al boss Salvino
Madonia sono indagati Gaetano
Scotto, Raffaele Galatolo, suo
nipote Angelo Galatolo, di 50
anni, e il collaboratore di
giustizia Angelo Fontana. Un
sesto indagato, Pino Galatolo,
fratello di Raffaele, e'
deceduto. Sarebbe stato affidato
a lui il compito di procurare il
telecomando utilizzato per il
fallito attentato.
Ricordando il 23
maggio 1992
Giovanni
Falcone e Paolo Borsellino erano coetanei: il primo è nato a Palermo nel 1939,
il secondo nel 1940 e divenuti magistrati siciliani hanno dedicato la
loro vita alla lotta contro la mafia. Di loro si racconta infatti che quando
erano ancora adolescenti giocavano a pallone nei quartieri popolari di Palermo e
che fra i loro compagni di gioco c'erano probabilmente anche alcuni ragazzi che
in futuro dovevano diventare uomini di "Cosa Nostra". E' difficile
parlare di Giovanni Falcone, senza immediatamente ricordare Paolo Borsellino.
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano uniti in vita,
legati da un “mestiere” che
per loro era missione: liberare
la società civile
dall'oppressione di una mala
pianta, "la mafia" che nasce,
vive e prospera nello stesso
umore nutritivo prodotto dalla
Sicilia. Giovanni Falcone e
Paolo Borsellino sono ora
inscindibili nella nostra
memoria. Come accade per quanti
diventano simbolo contro la loro
stessa volontà, eroi soltanto
per aver voluto esercitare il
diritto di affermare le proprie
idee, per aver rifiutato la via
facile dell'accomodamento e del
quieto vivere. Così uniti nella
vita terrena che anche nella
tragica fine così orribile, che
li ha fusi insieme. Oggi,
qualsiasi turista che si accinge
a visitare questa bella isola
Siciliana, sentirà i loro nomi
prima ancora di mettere piede
nell'Isola, come quando il
comandante dell'aereo, al
momento dell'atterraggio in
aeroporto informa che “tra pochi
minuti atterreremo all'aeroporto
Falcone e Borsellino”. Tutti i
Siciliani, i Siciliani onesti
amarono e ameranno sempre quei
due magistrati morti a 52 giorni
di distanza l'uno dall'altro.
Guarda il
filmato
Gli Appuntamenti della giornata
del 23 maggio 2011 dopo diciannove
anni .
20 maggio 2011 - Una data che
non è facile dimenticare. Un
luogo che, nell’immaginario
collettivo, ormai induce solo al
ricordo di Giovanni Falcone e di
chi, insieme a lui, venne ucciso
dalla mafia.
“Da Capaci a Palermo.
Desolazione e speranza” è il
titolo della mostra omaggio a
Giovanni Falcone dei fotografi
siciliani Santo Eduardo Di
Miceli e Benedetto Tarantino che
sarà inaugurata sabato 21 maggio
alle 18 alla galleria d’arte
Caffè Guerbois di via Valdemone,
35 a Palermo e visitabile fino
al 21 giugno, dal lunedì al
sabato con ingresso gratuito.
Una galleria di raffigurazioni
che alternano i colori cupi e
rarefatti, tra il giallo ed il
celeste, dell’autostrada
Palermo-Capaci all’indomani
della strage, ai variopinti e
pittoreschi scorci della Palermo
più bella e viva. Il suo centro
storico, il mare, i volti degli
uomini di Sicilia sulle cui
gambe camminano le idee
migliori.
Trenta gli scatti esposti alle
pareti ed un centinaio quelli
condensati in un video musicale,
realizzato da Francesco Di Gesù,
cha sarà proiettato dopo il
taglio del nastro e dopo gli
interventi delle autorità
presenti: il magistrato Giovan
Battista Tona, il presidente di
Confartigianato Nunzio Reina,
l’assessore comunale al Centro
storico, Maurizio Carta.
A illustrare il percorso
artistico di Di Miceli e
Tarantino saranno il critico
d’arte Salvo Ferlito ed il
gallerista Alessandro Ammirata.
Domenica 22 maggio alle ore
20,30 al teatro “Al Massimo” si
svolgerà la cerimonia di
premiazione dei vincitori della
prima edizione del Premio
Legalità “Giuseppe Di Matteo: La
Storia e il Sogno” che ha visto
i bambini delle scuole di
Altofonte e San Giuseppe Jato
realizzare vari lavori (disegni,
componimenti, canzoni) dedicate
al piccolo Giuseppe. La serata,
condotta da Massimo Minutella,
vedrà la partecipazione
straordinaria dell’attore
Gianfranco Jannuzzo mentre a
premiare i tanti lavori
realizzati dai ragazzi delle
scuole sarà Franca Castellese,
madre del piccolo Giuseppe Di
Matteo.
Nel corso della serata si
esibiranno Gianni Nanfa con il
maestro Massimo Melodia e il
Coro Polifonico “Supernova
Sound”.
Non mancheranno i bambini delle
tre scuole che si sono impegnate
per tutto l’anno nel concorso,
gli Istituti “Armaforte” di
Altofonte, “Falcone” e
“Riccobono” di San Giuseppe Jato.
Ospiti d’onore della serata
anche i componenti della
delegazione di magistrati e
poliziotti di New York che, come
consuetudine, giungono a Palermo
per partecipare alle
commemorazioni. Si tratta di
Louis M. Croce Jr e Mitchell R.
Weiss del Dipartimento di
Polizia di New York e dei
giudici Patricia Di Mango,
Sheryl L. Parker, John P. Walsh
e George A. Grasso.
Ai ragazzi verrà distribuito il
libro “I dieci passi, piccolo
breviario della legalità” di
Mario Conte e Flavio Tranquillo.
Una coppia inusuale, quella
formata da un giudice
palermitano e da un giornalista
sportivo milanese. Partendo da
un’amicizia cementata dalla
comune passione per lo sport e
l’antimafia, il libro prende le
mosse da un processo, celebrato
dal giudice Conte, in cui alla
sbarra sono finiti estortori e
favoreggiatori di Cosa Nostra,
condannati a risarcire anche le
associazioni anti-racket. Dallo
specifico processuale il
discorso si allarga su altri
mondi, a partire dalla
magistratura e dall’informazione
per arrivare alla vita
quotidiana e alla società
civile.
Palermo,
23 maggio.
Sono
arrivate
questa
mattina al
porto di
Palermo le
due 'navi
della
legalità'
dedicate a
Falcone e
Paolo
Borsellino,
a 19 anni
dalla strage
di Capaci,
in cui
persero la
vita il
giudice
Falcone, la
moglie
Francesca
Morvillo e
gli agenti
della
scorta.
A bordo
delle navi
oltre 2.500
studenti
provenienti
da tutta
Italia. A
poppa le
gigantografie
di
Borsellino e
Falcone, con
accanto il
logo del
150°
anniversario
dell'Unità
d'Italia. Ad
attendere le
migliaia di
studenti i
bambini
delle scuole
elementari
con
palloncini
verdi,
bianchi e
rossi.
"Caro
Giovanni le
tue idee
cammineranno
sulle nostre
gambe".
Dietro a
questa
promessa che
campeggiava
su due
striscioni
portati
dagli
studenti, la
folla di
giovani che
ha viaggiato
tutta la
notte sulle
navi della
legalità è
scesa al
porto di
Palermo.
Dietro i due
striscioni i
ragazzi con
le magliette
e il
cappellino
con la
scritta 'il
mondo che
vorrei' e
sul retro
'Giovanni e
Paolo due
italiani'
con la foto
dei due
giudici con
alle spalle
il
tricolore.
"E' sempre
più bello
arrivare a
Palermo a
bordo delle
'navi della
legalità' e
trovare
questa
accoglienza
con i
palermitani
che ricevono
migliaia di
studenti
italiani per
unire tutti
nel nome
dell'Italia,
nella lotta
alla mafia e
della
legalità -
ha detto il
procuratore
nazionale
antimafia
Pietro
Grasso - E'
stato
bellissimo e
continueremo
sempre
finché
avremo le
forze per
realizzare
questi
eventi
bellissimi".
Grasso ha
tra l'altro
sottolineato
che "ci sono
sempre
indagini da
fare.
Bisogna
tendere
all'accertamento
della verità
sulle stragi
a qualsiasi
costo e
questo è lo
spirito che
ci deve
animare".
"La verità
processuale
- ha
aggiunto -
non è quella
assoluta, ma
è quello che
si riesce a
provare. Il
nostro
obiettivo
deve essere
quindi
quello di
tendere a
raggiungere
la verità".
E ai
giornalisti
che gli
chiedevano
un giudizio
sugli
attacchi
alla
magistratura,
Grasso ha
risposto: "I
tentativi di
delegittimare
la
magistratura
ci sono, ma
non ci
devono
turbare.
Dobbiamo
solo
rispondere
con i fatti
e il nostro
lavoro e
continuare a
farlo come
abbiamo
fatto
finora".
Un breve
botta e
risposta
'polemico'
sui temi
della
giustizia il
procuratore
lo ha avuto
con il
ministro
della
Giustizia,
Angelino
Alfano, alla
commemorazione
di Falcone
nell'Aula
bunker dell'Ucciardone:
''E'
difficile
smorzare la
tensione,
tenteremo,
ma è come
cercare di
dialogare
con chi ci
prende a
schiaffi.
Dobbiamo
usare il
Vangelo e
porgere
l'altra
guancia. La
delegittimazione
rende tutto
più
difficile''.
Alle
dichiarazioni
del
procuratore
è seguito un
lungo e
scrosciante
applauso
della platea
formata da
centinaia di
ragazzi.
Da parte sua
Alfano,
parlando dal
bunker di
Palermo, ha
assicurato:
''Lavoreremo
sempre
perché ci
sia
l'autonomia
e
l'indipendenza
dei
magistrati,
nessuna
nostra
riforma
vorrà mai
mettere i pm
sotto
l'esecutivo
perché
crediamo che
l'autonomia
e
l'indipendenza
dei
magistrati
sia un
presidio di
legalità che
non va
toccato ed è
uno dei
fondamenti
dello stato
di diritto
su cui non
vogliamo
assolutamente
intervenire".
Tra
Guardasigilli
e
procuratore
c'è stato
però anche
uno scambio
di
apprezzamenti.
Grasso "è un
uomo delle
Istituzioni
che non fa
sconti al
Governo ma
che non si
pone al
servizio di
una parte
politica e
questa è una
cosa
importantissima"
ha detto il
Guardasigilli.
Il
procuratore
dal canto
suo, a una
domanda del
moderatore
Giovanni
Minoli su
quali siano
le qualità
del
ministro, ha
risposto:
''Quella di
percepire al
volo le
priorità e
quelle cose
che sono
veramente
utili''.
Alla
presenza del
ministro
dell'Interno
Roberto
Maroni è
stato
firmato oggi
nei locali
della
Prefettura
di Palermo
il
Protocollo
di legalità
tra la
Regione
Siciliana,
Confindustria
Sicilia e le
Prefetture
della
Sicilia,
finalizzato
ad
"assicurare
adeguati
strumenti di
prevenzione
per
contrastare
le
infiltrazioni
della
criminalità
organizzata
nel tessuto
economico
imprenditoriale
della
Regione
siciliana".
"Oggi si è
scritto un
altro
capitolo nel
libro
importante
delle azioni
che abbiamo
intrapreso
per
contrastare
la mafia" ha
detto il
titolare del
Viminale.
Migliaia gli
studenti
provenienti
da tutta
Italia nel
piazzale
antistante
il carcere
dell'Ucciardone
da dove
intorno alle
16.30 è
partito il
corteo alla
volta
dell'albero
di Falcone.
Centinaia di
palloncini
tricolore,
foto dei
giudici
Falcone e
Borsellino e
tanti inviti
all'unità.
Ad aprire il
corteo lo
striscione
della
fondazione
Giovanni e
Francesca
Falcone 'Per
non
dimenticare'
sorretto
dalla
sorella del
giudice
Maria
Falcone, da
funzionari
del Miur e
da studenti.
Tra gli
slogan
scanditi
'Giovanni
Falcone ce
l'ha
insegnato la
mafia si
vince solo
con lo
Stato',
'Giovanni e
vivo e lotta
insieme a
noi, le sue
idee non
moriranno
mai' e
ancora
'Lezione di
vita,
lezione di
coraggio,
questo è per
noi il 23
maggio',
'Palermo è
nostra e non
di Cosa
nostra'. Sui
balconi
della strada
principale
su cui si è
immesso il
corteo
diverse
bandiere
tricolore e
i lenzuoli
bianchi
della
legalità. Su
uno la
scritta
'Falcone e
Borsellino
siete nel
cuore'.
Centinaia le
persone
riunite
sotto
l'albero di
Falcone in
via
Notarbartolo.
Sulla
magnolia
campeggiano
decine di
messaggi.
Dal palco il
messaggio di
Falcone 'Gli
uomini
passano, le
idee restano
e
cammineranno
sulle gambe
di altri
uomini' è
stato
recitato in
15 lingue
diverse. Sul
palco
Claudio
Baglioni ha
intonato
'Avrai' e
'Strada
facendo'.
Gli eventi accaduti nel 2010
Come
già da diversi
anni il 23
maggio si
prepara a essere
una giornata
densa di
appuntamenti
all’insegna
della memoria
delle vittime
della strage di
Capaci, e come
già da diversi
anni ci saranno
diverse
celebrazioni. La
prima
celebrazione che
aprirà la
giornata della
memoria sarà
quella
dell'arrivo
delle navi della
legalità al
porto di
Palermo,
chiamate
simbolicamente
Giovanni e
Paolo. Le navi
sono due una
proveniente da
Civitavecchia e
l’altra da
Napoli, con a
bordo migliaia
di studenti
provenienti da
tutta Italia
accompagnati dal
procuratore
nazionale
antimafia, Piero
Grasso
e
saranno accolte
dai ragazzi
siciliani
intorno alle 8
al Porto di
Palermo. Da lì,
i ragazzi si
sposteranno
verso l’aula
bunker del
carcere
Ucciardone, dove
ogni anno si
svolge il
momento più
significativo
della giornata,
in cui
istituzioni e
giovani si
incontrano sul
tema della
legalità e della
lotta alla
mafia. Oltre
alla sorella del
Giudice
assassinato
dalla mafia,
Maria Falcone,
che ogni anno
organizza le
celebrazioni per
il 23 maggio con
la Fondazione
Falcone, saranno
presenti il
ministro
dell’Istruzione,
Mariastella
Gelmini, il
ministro
dell’Interno,
Roberto Maroni,
e il ministro
della Giustizia,
Angelino Alfano.
Con loro
parteciperanno
al dibattito
anche il
procuratore
nazionale
antimafia, Piero
Grasso, e il
procuratore capo
di Palermo,
Francesco
Messineo.
Durante la
mattinata,
inoltre, sono
previste
attività di
studenti
palermitani in
alcune piazze
della città.
Esposizioni di lavori
e testimonianze
sulla legalità
saranno al
centro delle
manifestazioni
che si
svolgeranno alla
Kalsa a piazza
Magione, a
Borgonuovo al
Palauditore, a
Brancaccio al
Palaoreto, allo
Zen allo stadio
di baseball.
Manifestazioni
in ricordo delle
vittime della
mafia anche a
Partitico, a
piazza del
Municipio e a
San Giuseppe
Jato, dove verrà
ricordato il
piccolo Giuseppe
Di Matteo,
sciolto
nell’acido dalla
mafia. La
giornata
continuerà nel
pomeriggio,
quando due
cortei, una
proveniente da
via D’Amelio e
l’altro dall’Ucciardone,
convergeranno
davanti
all’albero
Falcone in via
Notarbartolo.
Qui sarà il
momento del
silenzio suonato
dalla polizia di
stato. Dopo
verrà celebrata
la messa al Cei.
La giornata
della memoria si
concluderà
domani al Teatro
Politeama, dove
verrà presentato
il cartoon
dedicato a
Giovanni Falcone
e Paolo
Borsellino,
intitolato
“Giovanni e
Paolo e il
mistero dei
pupi”,
realizzato con
la
collaborazione
tra Regione e
Rai. Alla prima
del cartoon si
potrà assistere
anche nelle
maggiori piazze
dei comuni
capoluogo
dell’Isola, dove
verranno montati
maxi schermi,
che
trasmetteranno
l’evento in
diretta.
In Ventimila hanno partecipato in via Notarbartolo per ricordare la morte del giudice Falcone.
Tra tanta commozione e canti, echeggiava una sola sola: "Giovanni e Paolo"
Palermo ore 10 Una folla immensa di circa ventimila persone hanno riempito via Notarbartolo per unirsi davanti all'albero Falcone. Tanti i ragazzi e studenti, ma anche tante altre persone di tutte le razze e generazioni. Tanta commozione poi per il momento che ha chiuso le celebrazioni del 23 maggio 2010 in ricordo delle vittime della strage di Capaci, anche i residenti della zona si sono affacciati ai balconi per assistere al momento del silenzio, le 17.58, ora in cui diciotto anni fa cinquecento chili di tritolo fecero saltare in aria le auto in cui viaggiavano il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta. Mai così tanta gente radunata davanti all'albero il 23 maggio, come ha sottolineato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, con la sorella del giudice assassinato dalla mafia, Maria Falcone, davanti all'albero, che il procuratore stesso ha definito l'altare laico della memoria. Prima del momento del silenzio, suonato da un agente di polizia, hanno partecipato alla cerimonia un commosso Gianfranco Iannuzzo, attore palermitano e il giovane cantate Cristian Imparato, che ha cantato una sua canzone. Poi è stato il turno di Grasso. “Sotto questo albero sento le vibrazioni di Giovanni, Francesca e degli agenti della scorta”, ha detto Grasso, prima del momento solenne del silenzio, in cui in un attimo la folla ha smesso di cantare e gridare il proprio no alla mafia. Passato il minuto di silenzio osservato con rispetto, è stato di nuovo il momento di scandire ad alta voce i due nomi che simboleggiano la reazione della città di Palermo al ricatto mafioso: “Giovanni e Paolo”.
Palermo, dopo 21 anni, ripartono con 5 nuovi indagati, le indagini sul fallito attentato dell'Addaura contro Falcone.Sono legati al clan Madonia.La Procura di Caltanissetta ha ordinato il prelievo delle tracce di Dna dalla attrezzature dei sub che il 19 giugno 1989 piazzarono una borsa con 20 chili di esplosivo sulla scogliera nella quale si affacciava la villa di Falcone sul lungomare dell'Addaura. Il Dna prelevato dalla muta, dalle pinne e dagli occhiali abbandonate sulla scogliera sara' confrontato con quello di Emanuele Piazza e Antonino Agostino, due collaboratori dei servizi segreti uccisi a ridosso del fallito attentato: Agostino fu assassinato con la moglie, Ida Castellucci, il 5 agosto 1989; Piazza scomparve il 16 marzo 1990. Negli ultimi giorni sono emersi elementi in base ai quali si e' ipotizzato che Piazza e Agostino fossero stati chiamati per disinnescare l'ordigno piazzato con il coinvolgimento di pezzi dei servizi segreti. Attorno all'attentato, in sostanza, si sarebbero confrontate due componenti dei servizi di sicurezza: una parte avrebbe difeso Falcone, l'altra avrebbe cospirato contro il magistrato ucciso poi nella strage di Capaci del 23 maggio 1992. Gli indagati sono 5, tutti appartenenti al clan mafioso Madonia. Oltre al boss Salvino Madonia sono indagati Gaetano Scotto, Raffaele Galatolo, suo nipote Angelo Galatolo, di 50 anni, e il collaboratore di giustizia Angelo Fontana. Un sesto indagato, Pino Galatolo, fratello di Raffaele, e' deceduto. Sarebbe stato affidato a lui il compito di procurare il telecomando utilizzato per il fallito attentato.
Ricordando il 23 maggio 1992
Guarda il filmato
Gli Appuntamenti della giornata del 23 maggio 2011 dopo diciannove anni .
20 maggio 2011 - Una data che non è facile dimenticare. Un luogo che, nell’immaginario collettivo, ormai induce solo al ricordo di Giovanni Falcone e di chi, insieme a lui, venne ucciso dalla mafia.
“Da Capaci a Palermo. Desolazione e speranza” è il titolo della mostra omaggio a Giovanni Falcone dei fotografi siciliani Santo Eduardo Di Miceli e Benedetto Tarantino che sarà inaugurata sabato 21 maggio alle 18 alla galleria d’arte Caffè Guerbois di via Valdemone, 35 a Palermo e visitabile fino al 21 giugno, dal lunedì al sabato con ingresso gratuito.
Una galleria di raffigurazioni che alternano i colori cupi e rarefatti, tra il giallo ed il celeste, dell’autostrada Palermo-Capaci all’indomani della strage, ai variopinti e pittoreschi scorci della Palermo più bella e viva. Il suo centro storico, il mare, i volti degli uomini di Sicilia sulle cui gambe camminano le idee migliori.
Trenta gli scatti esposti alle pareti ed un centinaio quelli condensati in un video musicale, realizzato da Francesco Di Gesù, cha sarà proiettato dopo il taglio del nastro e dopo gli interventi delle autorità presenti: il magistrato Giovan Battista Tona, il presidente di Confartigianato Nunzio Reina, l’assessore comunale al Centro storico, Maurizio Carta.
A illustrare il percorso artistico di Di Miceli e Tarantino saranno il critico d’arte Salvo Ferlito ed il gallerista Alessandro Ammirata.
Domenica 22 maggio alle ore 20,30 al teatro “Al Massimo” si svolgerà la cerimonia di premiazione dei vincitori della prima edizione del Premio Legalità “Giuseppe Di Matteo: La Storia e il Sogno” che ha visto i bambini delle scuole di Altofonte e San Giuseppe Jato realizzare vari lavori (disegni, componimenti, canzoni) dedicate al piccolo Giuseppe. La serata, condotta da Massimo Minutella, vedrà la partecipazione straordinaria dell’attore Gianfranco Jannuzzo mentre a premiare i tanti lavori realizzati dai ragazzi delle scuole sarà Franca Castellese, madre del piccolo Giuseppe Di Matteo.
Nel corso della serata si esibiranno Gianni Nanfa con il maestro Massimo Melodia e il Coro Polifonico “Supernova Sound”.
Non mancheranno i bambini delle tre scuole che si sono impegnate per tutto l’anno nel concorso, gli Istituti “Armaforte” di Altofonte, “Falcone” e “Riccobono” di San Giuseppe Jato.
Ospiti d’onore della serata anche i componenti della delegazione di magistrati e poliziotti di New York che, come consuetudine, giungono a Palermo per partecipare alle commemorazioni. Si tratta di Louis M. Croce Jr e Mitchell R. Weiss del Dipartimento di Polizia di New York e dei giudici Patricia Di Mango, Sheryl L. Parker, John P. Walsh e George A. Grasso.
Ai ragazzi verrà distribuito il libro “I dieci passi, piccolo breviario della legalità” di Mario Conte e Flavio Tranquillo. Una coppia inusuale, quella formata da un giudice palermitano e da un giornalista sportivo milanese. Partendo da un’amicizia cementata dalla comune passione per lo sport e l’antimafia, il libro prende le mosse da un processo, celebrato dal giudice Conte, in cui alla sbarra sono finiti estortori e favoreggiatori di Cosa Nostra, condannati a risarcire anche le associazioni anti-racket. Dallo specifico processuale il discorso si allarga su altri mondi, a partire dalla magistratura e dall’informazione per arrivare alla vita quotidiana e alla società civile.
A bordo delle navi oltre 2.500 studenti provenienti da tutta Italia. A poppa le gigantografie di Borsellino e Falcone, con accanto il logo del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Ad attendere le migliaia di studenti i bambini delle scuole elementari con palloncini verdi, bianchi e rossi.
"Caro Giovanni le tue idee cammineranno sulle nostre gambe". Dietro a questa promessa che campeggiava su due striscioni portati dagli studenti, la folla di giovani che ha viaggiato tutta la notte sulle navi della legalità è scesa al porto di Palermo. Dietro i due striscioni i ragazzi con le magliette e il cappellino con la scritta 'il mondo che vorrei' e sul retro 'Giovanni e Paolo due italiani' con la foto dei due giudici con alle spalle il tricolore.
"E' sempre più bello arrivare a Palermo a bordo delle 'navi della legalità' e trovare questa accoglienza con i palermitani che ricevono migliaia di studenti italiani per unire tutti nel nome dell'Italia, nella lotta alla mafia e della legalità - ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso - E' stato bellissimo e continueremo sempre finché avremo le forze per realizzare questi eventi bellissimi".
Grasso ha tra l'altro sottolineato che "ci sono sempre indagini da fare. Bisogna tendere all'accertamento della verità sulle stragi a qualsiasi costo e questo è lo spirito che ci deve animare". "La verità processuale - ha aggiunto - non è quella assoluta, ma è quello che si riesce a provare. Il nostro obiettivo deve essere quindi quello di tendere a raggiungere la verità". E ai giornalisti che gli chiedevano un giudizio sugli attacchi alla magistratura, Grasso ha risposto: "I tentativi di delegittimare la magistratura ci sono, ma non ci devono turbare. Dobbiamo solo rispondere con i fatti e il nostro lavoro e continuare a farlo come abbiamo fatto finora".
Un breve botta e risposta 'polemico' sui temi della giustizia il procuratore lo ha avuto con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, alla commemorazione di Falcone nell'Aula bunker dell'Ucciardone: ''E' difficile smorzare la tensione, tenteremo, ma è come cercare di dialogare con chi ci prende a schiaffi. Dobbiamo usare il Vangelo e porgere l'altra guancia. La delegittimazione rende tutto più difficile''. Alle dichiarazioni del procuratore è seguito un lungo e scrosciante applauso della platea formata da centinaia di ragazzi.
Da parte sua Alfano, parlando dal bunker di Palermo, ha assicurato: ''Lavoreremo sempre perché ci sia l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati, nessuna nostra riforma vorrà mai mettere i pm sotto l'esecutivo perché crediamo che l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati sia un presidio di legalità che non va toccato ed è uno dei fondamenti dello stato di diritto su cui non vogliamo assolutamente intervenire".
Tra Guardasigilli e procuratore c'è stato però anche uno scambio di apprezzamenti. Grasso "è un uomo delle Istituzioni che non fa sconti al Governo ma che non si pone al servizio di una parte politica e questa è una cosa importantissima" ha detto il Guardasigilli. Il procuratore dal canto suo, a una domanda del moderatore Giovanni Minoli su quali siano le qualità del ministro, ha risposto: ''Quella di percepire al volo le priorità e quelle cose che sono veramente utili''.
Alla presenza del ministro dell'Interno Roberto Maroni è stato firmato oggi nei locali della Prefettura di Palermo il Protocollo di legalità tra la Regione Siciliana, Confindustria Sicilia e le Prefetture della Sicilia, finalizzato ad "assicurare adeguati strumenti di prevenzione per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico imprenditoriale della Regione siciliana". "Oggi si è scritto un altro capitolo nel libro importante delle azioni che abbiamo intrapreso per contrastare la mafia" ha detto il titolare del Viminale.
Migliaia gli studenti provenienti da tutta Italia nel piazzale antistante il carcere dell'Ucciardone da dove intorno alle 16.30 è partito il corteo alla volta dell'albero di Falcone. Centinaia di palloncini tricolore, foto dei giudici Falcone e Borsellino e tanti inviti all'unità. Ad aprire il corteo lo striscione della fondazione Giovanni e Francesca Falcone 'Per non dimenticare' sorretto dalla sorella del giudice Maria Falcone, da funzionari del Miur e da studenti.
Tra gli slogan scanditi 'Giovanni Falcone ce l'ha insegnato la mafia si vince solo con lo Stato', 'Giovanni e vivo e lotta insieme a noi, le sue idee non moriranno mai' e ancora 'Lezione di vita, lezione di coraggio, questo è per noi il 23 maggio', 'Palermo è nostra e non di Cosa nostra'. Sui balconi della strada principale su cui si è immesso il corteo diverse bandiere tricolore e i lenzuoli bianchi della legalità. Su uno la scritta 'Falcone e Borsellino siete nel cuore'.
Centinaia le persone riunite sotto l'albero di Falcone in via Notarbartolo. Sulla magnolia campeggiano decine di messaggi. Dal palco il messaggio di Falcone 'Gli uomini passano, le idee restano e cammineranno sulle gambe di altri uomini' è stato recitato in 15 lingue diverse. Sul palco Claudio Baglioni ha intonato 'Avrai' e 'Strada facendo'.
Gli eventi accaduti nel 2010
Tra tanta commozione e canti, echeggiava una sola sola: "Giovanni e Paolo"
Palermo ore 10 Una folla immensa di circa ventimila persone hanno riempito via Notarbartolo per unirsi davanti all'albero Falcone. Tanti i ragazzi e studenti, ma anche tante altre persone di tutte le razze
e generazioni. Tanta commozione poi per il momento che ha chiuso le celebrazioni del 23 maggio 2010 in ricordo delle vittime della strage di Capaci, anche i residenti della zona si sono affacciati ai balconi per assistere al momento del silenzio, le 17.58, ora in cui diciotto anni fa cinquecento chili di tritolo fecero saltare in aria le auto in cui viaggiavano il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di sco
rta. Mai così tanta gente radunata davanti all'albero il 23 maggio, come ha sottolineato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, con la sorella del giudice assassinato dalla mafia, Maria Falcone, davanti all'albero, che il procuratore stesso ha definito l'altare laico della memoria. Prima del momento del silenzio, suonato da un agente di polizia, hanno partecipato alla cerimonia un commosso Gianfranco Iannuzzo, attore palermitano e il giovane cantate Cristian Imparato, che ha cantato una sua canzone. Poi è stato il turno di Grasso. “Sotto questo albero sento le vibrazioni di Giovanni, Francesca e degli agenti della scorta”, ha detto Grasso, prima del momento solenne del silenzio, in cui in un attimo la folla ha smesso di cantare e gridare il proprio no alla mafia. Passato il minuto di silenzio osservato con rispetto, è stato di nuovo il momento di scandire ad alta voce i due nomi che simboleggiano la reazione della città di Palermo al ricatto mafioso: “Giovanni e Paolo”.
Giovanni Falcone - Paolo Borsellino - Le stragi - Il Cartone Animato